Bologna al CINEMA!

Dumbo, Momenti di trascurabile felicità e i film da non perdere nelle sale bolognesi.

Dumbo
di Tim Burton con Eva Green, Colin Farrell, Danny De Vito, Michael Keaton.
Holt (Colin Farrell) è un ex artista di circo, appena tornato dalla guerra, che l’ha profondamente cambiato. Il proprietario del circo, Max Medici (Danny De Vito) decide di ingaggiarlo per occuparsi di Dumbo, un cucciolo di elefante con due orecchie enormi che sono oggetto di scherno e ironie da parte di tutti. Dumbo però è in grado di volare, e quando i figli di Holt lo scoprono, il cinico imprenditore V.A. Vandevere (Michael Keaton) e l’acrobata Colette Marchant (Eva Green) cercano di trasformarlo in un fenomeno da baraccone.
Remake del capolavoro della Disney del 1941, il Dumbo di Tim Burton è piuttosto fedele all’originale, anche se non mancano i temi forti cari al regista: la critica all’avidità degli uomini, l’elogio della diversità, il potere salvifico dell’immaginazione e delle illusioni.

Ricordi?
di Valerio Mieli con Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo.
Lui, un professore universitario di Storia Romana, Lei, un’insegnante di liceo. Lui, introverso e tormentato, Lei, brillante ed espansiva. Lui i ricordi li conserva e immagazzina, Lei vive in un eterno presente: così, in un continuo andirivieni di flashback e flashforward, la loro storia d’amore si consuma, tra nostalgie e incomprensioni.
Dopo il folgorante esordio, Dieci Inverni, Valerio Mieli continua a riflettere sul passaggio del tempo e la distanza tra i sessi, raccontati attraverso una regia frammentata e avvolgente. Ottimi i due interpreti, e splendida la fotografia di Daria D’Antonio. Presentato fuori concorso a Venezia 75’.

Close Enemies
di David Oelhoffen con Matthias Schoenaerts, Reda Kateb, Sabrina Ouazani.
Manuel (Matthias Schoenaerts) e Driss (Reda Kateb) sono cresciuti insieme nelle banlieue parigine, ma la vita li ha spinti verso strade opposte: Manuel è un trafficante di droga,  Driss un agente di polizia. Quando tre compagni di Manuel vengono uccisi, i due amici sono costretti a collaborare per scovare i colpevoli.
Polar cupo e violento, girato con più di un occhio al cinema di Jean Pierre Melville e di James Gray, sfrutta benissimo le atmosfere e i paesaggi grigi e freddi delle banlieue parigine per raccontare la storia di due personaggi schierati su fronti opposti, ma ossessionati dalle proprie origini e dal desiderio di vendetta. Presentato in concorso a Venezia ’75.

Peterloo
di Mike Leigh con Rory Kinnear, Maxine Peake, Pearce Quigley.
Il giovane trombettiere Joseph, sopravvissuto alla battaglia di Waterloo, torna a Manchester, dove i cittadini, stremati dalla guerra e dalla tassa sul grano imposta dalla magistratura ecclesiastica, chiedono a gran voce il diritto al voto. Riuniti a St Peter’s Field per protestare pacificamente, verranno travolti dalla cavalleria dell’esercito inviata dal governo di Londra.
Rievocando il tristemente noto “Massacro di Peterloo”, nel 1819, Mike Leigh ricostruisce in modo preciso e accurato ambienti e interessi in campo, riflettendo sul potere della parola e sulla missione del giornalismo (e dell’artista). Memorabile la mezz’ora finale, con la cavalleria che travolge i manifestanti, un pezzo di bravura registica da far invidia a parecchio cinema hollywoodiano. Presentato in concorso a Venezia 75’.

Dafne
di Federico Bondi con Carolina Raspanti, Antonio Piovanelli, Stefania Casini.
Dafne (Carolina Raspanti) è una ragazza con la sindrome di Down, che deve affrontare la morte della madre, e la depressione del padre, Luigi (Antonio Piovanelli). Insieme a lui, decide di partire per un trekking in montagna, dove impareranno a capirsi e a superare i propri limiti.
Federico Bondi dirige un dramma familiare intenso e struggente, affidandosi all’entusiasmo e alla sincerità della sua attrice, che recita senza aver letto lo script e dà forma a un personaggio straordinario, capace con la sua energia di superare i limiti fisici e di trasmettere un po’ della sua voglia di vivere. Presentato nella sezione “Panorama” alla Berlinale.

Momenti di trascurabile felicità
di Daniele Luchetti. Con Pif, Thony, Renato Carpentieri.
La storia di Paolo, cui rimangono solo 1 ora e 32 minuti per fare i conti con i punti salienti della sua vita.

Il Coraggio della Verità
di George Tillman Jr con Amandla Stenberg, Regina Hall, Sabrina Carpenter.
Starr (Amandla Stenberg) è una ragazzina nera che si divide tra la scuola, dove frequenta i ragazzi bianchi e benestanti, e il quartiere “all black” di Garden Heights, dove vive seguendo i valori trasmessi dal padre, esponente delle Pantere Nere. Un giorno, mentre è in macchina con un amico d’infanzia, viene fermata da un poliziotto bianco, e la sua vita cambia per sempre.
La sceneggiatura firmata da Audrey Wells adatta il romanzo di Angie Thomas The hate u give. Il film condanna ogni forma di pregiudizio razziale, da combattere “con ogni mezzo” secondo gli insegnamenti di Malcom X, il quale campeggia con la sua foto nella camera della protagonista. E’ il percorso di formazione di una giovane sedicenne, sospesa tra il mondo “bianco” che frequenta a scuola e il quartiere “all black” dov’è nata e cresciuta.

Captain Marvel
di Anna Boden, Ryan Fleck con Brie Larson, Samuel L. Jackson, Jude Law, Annette Bening.
1995. Carol Danvers (Brie Larson), un ex-pilota di caccia della U.S Air Force, divenuta una delle eroine più potenti della galassia, si unisce a Starforce, gruppo militare d’elite dei Kree, razza aliena scientificamente e tecnologicamente progredita, destinata a scontrarsi contro i perfidi Skrull per il controllo dell’universo.
Ispirata alla saga fumettistica del 1971 sulla guerra Kree- Skrull, il ventunesimo capitolo firmato dal Marvel Cinematic Universe è il primo in cui compare una protagonista femminile, Carol Danvers, interpretata splendidamente dall’attrice premio Oscar Brie Larson, punta di diamante di un cast di primo livello.

Alita – L’Angelo della battaglia
di Robert Rodriguez con Christoph Waltz, Jennifer Connelly, Mahershala Ali, Rosa Salazar.
Nel 26° secolo una ragazza cyborg, Alita (Rosa Salazar), viene salvata dai rifiuti da uno scienziato, il dottor Ido. Alita non ricorda chi è e da dove proviene, e il dottor Ido (Christoph Waltz) è pronto a trasformarla in una macchina di morte, allo scopo di interrompere il ciclo di terrore e distruzione portato dal perfido Tiphares.
Adattando la graphic novel giapponese Battle Angel Alita, firmata da Yukito Kishiro, Robert Rodriguez torna alla regia dopo cinque anni per raccontare un mondo distopico popolato da uomini, cyborg e macchine: una manna per gli appassionati del genere pulp, sparatorie e combattimenti, sconsigliato a tutti gli altri.

La Paranza dei Bambini
di Claudio Giovannesi. Con Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Alfredo Turitto.
Napoli 2018. Ragazzini allo sbando in una realtà che sembra non lasciare scampo. L'obiettivo è avere soldi e potere.

Il Corriere - The Mule
di e con Clint Eastwood e con Bradley Cooper, Andy Garcia, Lawrence Fishburne.
Earl Stone (Clint Eastwood), reduce della guerra di Corea, ormai novantenne, lavora nell’orticultura. Abbandonato dalla moglie e dalla figlia, e prossimo alla bancarotta, accetta l’offerta di alcuni trafficanti messicani, che gli propongono in cambio di soldi di fare il corriere della droga per conto dei cartelli. Rimasto invischiato in un’attività criminale, cerca fino alla fine il perdono della moglie e della figlia.
Eastwood torna sul set, a dieci anni di distanza da Gran Torino, e già solo per questo The mule meriterebbe una visione. Un’altra ragione potrebbe risiedere in una regia classica, asciutta, pulita, lineare, che non spreca un’inquadratura e sa dirigere con maestria un cast di vecchie e nuove stelle. Un thriller di genere in cui Eastwood riflette come sempre sul sogno americano, sul mito della seconda opportunità e sul peso delle scelte individuali.

Green Book
di Peter Farrelly con Viggo Mortensen, Mahershala Ali, Linda Cardellini.
New York, 1962. L’amicizia tra il buttafuori Tony Vallelonga (Viggo Mortensen), un italoamericano generoso quanto ignorante e razzista, e il dottor Donald Shirley (Mahershala Ali), musicista afroamericano colto e raffinato che sta per partire per un tour negli Stati del Sud, dall’Iowa al Mississipi: nel corso del viaggio dovranno affrontare i pregiudizi razziali del profondo Sud, e forse ognuno dei due imparerà qualcosa dall’altro. Ispirato alla storia vera del musicista Shirley e del suo temporaneo autista, Farrelly utilizza il tono leggero della commedia per raccontare le differenze di classe e i pregiudizi razziali, attraverso due personaggi agli antipodi che imparano progressivamente a conoscersi e a comprendere le ragioni dell’altro. Una curiosità: il Green Book era una guida per automobilisti afroamericani che potevano guidare solo in alcune strade e soggiornare nei locali a loro assegnati. Cinque nomination ai Golden Globe.

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giovedì 21 marzo 2019

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